Dieci Punti dalla Vetta, onore alla Coda di paglia di chi non ci credeva

Bentornati a Dieci Punti dalla Vetta, l’unica rubrica che durante le Feste ha perso un chilo.

1 – La Juventus sta al Var come Cristiano Malgioglio sta ad Alternative für Deutschland.

2 – Coutinho è stato acquistato dal Barcellona. Al Liverpool andranno 120 milioni di euro più 40 di bonus, per un totale di 160 milioni. Il giocatore, che verrà presentato lunedì, firmerà un contratto di 5 anni. L’Inter lo diede via per 8 milioni circa. Poi ha preso Joao Mario (40 milioni) e Gabigoal (30). Geni assoluti.

3 – Con un pò di Cabezas l’Avellino può fare un mercato intelligente. I play-off sono lì a 5 punti e con il recupero dell’extraterrestre Gavazzi e di Morosini, con una punta lì davanti che sostituisca degnamente un Ardemagni scarico, le cose potrebbero prendere una piega diversa rispetto all’ultima parte di 2017. Novellino è una garanzia.

4 – Luis Alberto e Milinkovic Savic sono belli da vedere come i cicchetti di rum nei pejori bar de Caracas. Immobile ringrazia, Simone Inzaghi signoreggia. Tifare Lazio diventa un dovere con tale leggiadria. Gli assist di Luis Alberto (chioma da rivedere) e di Milinkovic Savic fanno ricordare ai più il miglior Manganiello d’annata, quando non si era ancora dato al tennis.

5 – Tutto il lavoro tattico di Gattuso nel memorabile goal di Bonucci che ha dato la vittoria al Milan contro il Crotone. Onore all’allenatore rossonero che in poco tempo è riuscito ad instillare schemi offensivi di tale livello.

6 – Ineffabile la polemica d’Oltre manica tra due note marche di camomilla: Mourinho e Conte se le danno dialetticamente di santa ragione e come se non ci fosse un domani piovoso. Spettacolo. English way.

7 – Mihajlovic candidato per il Pd nell’uninominale.

8 – Bomba di mercato. Gran colpo del Pietradefusi che intasca il sì di Alfredo Iarrobino. Dopo l’addio al Montefusco con relativo giallo, lo stagionato difensore si accasa nella formazione guidata da D’Alessandro non senza strascichi polemici soprattutto con il capitano Iarrobino Giuseppe che non ha digerito nè il Pandoro nè le provocazioni del familiare. Seguiremo l’evolversi della vicenda di mercato.

9 – Questa rubrica credeva nella salvezza del Benevento ben prima del tuffo miracoloso di Brignoli. Tutti, ora, salgono sulla Punto nera del vincitore ma la strada è lunga ed ho chiesto a De Zerbi di smetterla di frignare nelle sue inguardabili conferenze stampa.

10 – Coda fino a un minuto fa era sul mercato. Io ho sempre creduto in lui tant’è che lo presi al Fantacalcio insieme a Lucioni e Belec. Va da sè che al momento occupo l’undicesimo posto in classifica su undici partecipanti, ma la “visione” calcistica del sottoscritto è chiaramente una spanna oltre. Non vedevate l’ora di levarvelo dai coglioni e adesso lo applaudite. Fate bene. Se rimane, a breve farete lo stesso con Iemmello. Alla prossima!

P.s. Nella foto, in anteprima, il primo traforo della Torino-Lione.

 

 

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Dieci punti dalla vetta: non spoilerate il piazzamento finale del Benevento

Benvenuti a Dieci punti dalla vetta, l’unica rubrica che non spoilera né il finale di Gomorra né il piazzamento del Benevento alla fine del campionato.

1) Per fortuna non ho visto la partita tra Spezia e Avellino. Sarebbe stata comunque incommentabile. Che tristezza.

2) Il pasticcio in Procura Federale con tanto di presunto losco retroscena mi ricorda una scena di Romanzo criminale che resta ancora, di gran lunga, la migliore Serie Tv che abbia mai visto. E ne sto vedendo tante.

3) L’ago della bilancia di questa prima parte di stagione non è stato il derby perso con la Salernitana ma l’infortunio di Morosini. Il trequartista bresciano ha dato imprevedibilità e gioco in verticale alla formazione di Novellino che, senza di lui, ha perso la variante tattica che permetteva di non rendere ripetitivo e stagnante il gioco sulle fasce. Per il mercato invernale anche quest’anno i tifosi sognano un nuovo Pizza o un clone di Solerio.

4) Gavazzi è stato avvistato in missione spaziale su Marte.

5) Kresic e Suagher rientrano nel progetto di mobilità sostenibile dell’assessore Penna.

6) Grande attesa per la conferenza stampa di presentazione di Ferullo.

7) Ufficiale la rottura tra Kulovic e l’Inter. Gattuso già abbandonato in autostrada da Fassone. Ufficiale: Cassano mangerà il panettone.

8) Federico Buffa racconta la parabola in un minuto del terzino del Chievo Cacciatore. Dall’epico goal di sinistro utilizzato fino a quel momento solo per lanciare Pellissier verso il nastro del “calcio in culo” in centro a Verona, all’esultanza ignorante oggetto di uno studio sociologico delle Nazioni Unite, allo scivolone da torneo degli ammogliati che regala il goal addirittura a Destro, uno che fa il centravanti in Serie A anche se non segna da quando giocava in Primavera.

9) Il punto debole del Napoli si chiama Hysai, un soldatino diligente alla Mario Rui, no “bravo uaglione” fedelissimo sarriano ma che, soprattutto a livello europeo, fa pagare dazio in termini di fisicità e di qualità nelle due fasi. Come ogni Natale, la Juventus vince e vincerà.

10) Messaggi di affetto e solidarietà da tutta Italia per il Benevento in questa Vigilia di Natale. Regna la compassione calcistica, governano i buoni sentimenti. Schick che imita Chibsah è stata una degna dimostrazione di vicinanza, uno spot per il calcio. Buon Natale e alla prossima.

Dieci punti dalla vetta, in tutte le sale Vacanze di Natale ad Avellino

Benvenuti a Dieci punti dalla Vetta, l’unica rubrica che non hai mai capito un “Chiacchio”.

1 – Tenere la squadra mentalizzata solo sul campo nonostante le tempeste giudiziarie e societarie che stanno coinvolgendo l’Avellino è un vero e proprio miracolo di Novellino. La squadra, è vero, non brilla per fluidità di gioco e risultati ma i tre pareggi consecutivi lasciano comunque intendere che non è stato ancora mandato tutto a puttane.

2 – Non so voi ma, in vista di mercoledì, io tutto questo ottimismo me lo terrei per l’ottima sbronza di Capodanno quando gli altri si appresteranno ad organizzare in fretta e furia il trenino ebete sulle note di Brigitte Bardot, Bardot.

3 – Prima di Benevento-Spal, su Sky è apparso il banner pubblicitario di una nota agenzie di scommesse, con una grafica eloquente: 1-2 a 12.

4 – Se la Spal, penultima, ha Borriello ed Antenucci in panchina mentre il tuo miglior bomber è il secondo portiere, forse non devi neanche rammaricarti tanto per come stanno andando le cose. Eppure la salvezza non è mai stata così vicina. Io continuo a crederci.

5 – I cronisti riportano di uno screzio prima della gara tra Spalletti ed il fuoriclasse bosniaco dell’Inter Kulovich. Il giocatore, al momento, è fuori rosa. Secondo indiscrezioni, pare sia stato intravisto sugli spalti dell’Olimpico durante Roma-Cagliari.

6 – Fazio ha dedicato il suo goal al 94′ alla Littizzetto.

7 – La Juve vincerà le prossime 377 partite senza neanche sporcarsi i pantaloncini. Verrà fermata solo dal Benevento ad Aprile. Segnerà un tatuaggio di Ciciretti.

8 – Atalanta-Lazio è stata e sarà una delle 3 o 4 partite più belle del campionato. Ed io non l’ho vista. Non potevo perdermi Wanna Marchi e la figlia da Giletti. Scusate. Luis Alberto è uno dei clienti dell’ex mago Do Nascimiento in Brasile. Ora, come tutti sanno, fa il parrucchiere.

9 – In tutte le sale irpine Vacanze di Natale ad Avellino. Sarà un cortometraggio. Uno spot. Un superspot.

10 – Ringhio Gattuso è al capolinea dopo 4 partite. Questa rubrica aveva già anticipato la disfatta ad Agosto ma, come disse Mr  Wolf in Pulp Fiction, “non è ancora il momento di cominciare a farci i p. a vicenda”. Alla prossima!

 

 

Dieci punti dalla vetta, ad Avellino è Natale il 15

Benvenuti a Dieci punti dalla vetta, l’unica rubrica che non è mai stata a Catanzaro.

1) L’Inter, con questa rosa, non potrà vincere lo scudetto. Basta un cagotto a Perisic o un forte prurito per Handanovic o un raffreddore di Wanda Nara o, addirittura, una giornata no per il croato Kulovich e tutto svanira’ come il sogno renziano. Una sontuosa campagna acquisti, invece, potrebbe rovesciare completamente le gerarchie.

2) Attualmente il Napoli è brillante quanto il fiume Sabato nei giorni feriali.

3) Dopo la sbronza di euforia un po’ da sfigati della scorsa settimana, il Benevento è tornato sulla terra. Ci scorderemo di Brignoli giusto il tempo di un Pandoro. De Zerbi continuerà ad allenare una squadra che farebbe fatica a lottare per i playoff in B. È vero, tra poco arriva il mercato, ma ci vorrebbe un ds (che non c’è) che convincesse qualche buon giocatore a venire da queste parti. Eppure un giro sulla ruota panoramica in centro sarebbe un’attrazione da poter spendere in trattativa.

4) Ad Avellino era più quotata una Sinistra unita che una doppietta di Laverone.

5) Un minuto di raccoglimento per il video di Natale dell’Inter con Nagatomo frontman.

6) Ridendo e scherzando, senza l’intelligente smanacciata di De Rossi a Genova e il super Sorrentino di ieri, la Roma sarebbe prima con una gara da recuperare. È pur vero che se mia zia avesse le ruote sarebbe una carrozza, ma con un top player sugli esterni ed un centrocampista con i piedi buoni questa Roma dirà la sua fino all’ultimo. Ha i terzini più forti in Italia e il centravanti che fa giocar meglio la squadra. Può essere la sorpresa.

7) Per l’Avellino Natale è il 15 dicembre.

8) Mourinho, lo scorso anno, riconoscendo la propria inferiorità in campionato rispetto alle altre, ha puntato tutto sull’Europa League vincendola. Il Milan deve già pensare solo a questo per salvare la stagione: 240 milioni nella merda.

9) Bonucci accostato al Real Madrid è un po’ come Costantino Vitaliano in lizza per un ruolo in un film di Scorsese.

10) Roger Waters, Foo Fighters, Guns’n Roses, Pearl Jam. Buon 2018 in anticipo. Ma ne riparleremo. Alla prossima.

 

– Nella foto tutta la tranquillità di Walter Novellino.

Dieci Punti dalla Vetta, ecco chi mi ricorda De Rossi

Bentornati a Dieci Punti della Vetta, l’unica rubrica che vede un pò di Irpinia in Montella.

1 – Dal confronto di venerdì scorso tra Taccone e i tifosi ho capito due cose: 1) che quello che è stato, col tempo, assume soltanto un valore sentimentale e questo accade anche nel calcio; 2) che arriva un momento in cui tutte le parti si congiungono in un passo indietro o di lato di qualcuno: basta che sia un passo.

2 – E’ chiaro che dopo il derby con la Salernitana qualcosa si è rotto. Il Palermo è una squadra da A a tutti gli effetti ma i meccanismi visti a inizio di stagione si sono improvvisamente inceppati. L’avvio spumeggiante in cui l’Avellino giocava bene e portava a casa punti preziosi sembra aver lasciato il passo ad un malinconico difensivismo caratterizzato più dalla paura che da effettivi limiti tecnici. Novellino deve riprendere in mano la squadra dal punto di vista psicologico: certo è che allenare con una contestazione alle spalle di tutt’altra natura è effettivamente complicato. La situazione ambientale sta deflagrando e i calciatori, anche se sono professionisti strapagati viziati bla bla bla, non possono non risentirne.

3 – Dopo il goal di De Sciglio ho subito pensato che il Benevento può seriamente vincere stasera a Bergamo.

4 – Sono zemaniano convinto per vari motivi. Ma l’amore incondizionato è sbocciato al suo ritorno alla Roma quando infiocchettò a De Rossi (ed era il tempo del numero 10 sulle sue spalle in Nazionale) il ruolo che avrebbe meritato in tutti questi anni da protagonista in campionato: centropanchina.

5 – De Rossi mi ha sempre ricordato un Carmine ‘o Biondo molto meno talentuoso rispetto all’ex bandiera dell’Atletico Montefusco.

6 – Quando ieri è entrato Aristoteles nel Crotone, ho controllato se in distinta ci fosse anche Crisantemi.

7 – Montella paga essenzialmente l’aver fatto fare la formazione a Bonucci. Che, forse, è la stessa cosa che ha pagato Ventura. E’ chiaro come Bonucci, più che pensare a un futuro da allenatore, potrebbe già avviare un percorso da influencer.

8 – In estate avevo detto che il mercato del Milan fosse stato sopravvalutato da molti opinionisti e che Bonucci fosse il colpo del secolo ma per la Juventus. Sinceramente neanche io, che effettivamente la vedo abbastanza lunga, avrei pensato che anche quest’anno i rossoneri sarebbero stati da Intertoto. Arriva Ringhio Gattuso, abbandonato da qualcuno quest’estate in autogrill durante l’esodo estivo e liberato da Fassone pochi minuti fa.

9 – Continua la sfiga esiziale per il Benevento: esonerano Montella a una settimana dalla partita che, salvo Atalanta sprecona, poteva decretare i primi punti in A per Di Chiara, Venuti e soci di minoranza. Non ne va bene una.

10 – L’Inter gioca male ma ha un cecchino infallibile davanti ed una saracinesca in porta. Con tre o quattro acquisti è da scudetto. Da notare, nella foto di copertina, lo sguardo soddisfatto dell’arbitro. Alla prossima.

 

Dieci Punti dalla vetta: il calcio italiano è “Stravecchio”

Benvenuti a Dieci Punti dalla Vetta, l’unica rubrica che con Tavecchio passerebbe delle belle serate in trattoria.

1 – L’intervista di Tavecchio alle Iene mi ha commosso. Brividi.

2 – La conferenza di Tavecchio dimissionario mi ha fatto sbellicare dalle risate. Un delirio totale, non lo fermava neanche il 5-3-2 di Ventura. Commissario cercasi per la Figc: io ho il nome buono. David Ermini.

3 – Ora che Tavecchio si è dimesso, Ventura fa entrare Insigne?

4 – Il calcio italiano è malato da tempo immemore, il miracolo del 2006 ha semplicemente offuscato la realtà dei fatti. In Champions sono anni che le prendiamo che le prendiamo, in Europa League mai una finale, il campionato italiano è una roba per catenacciari, i giovani bravi giocano poco mentre in altri campionati li buttano dentro a 18 anni, Padoin e Sturaro titolari in Coppa Campioni, le piccole della Serie A potrebbero fare una buona terza serie inglese, la 10 della Nazionale sulle spalle di De Rossi e vuoi vedere che il problema è solo Tavecchio? Non difendo l’indifendibile ma per come si sono messe le cose, come succede spesso in Italia, si cambierà tutto per non cambiare niente.

5 – Massimiliano Taccone si sarebbe dimesso da direttore generale dell’Avellino. Walter Taccone dovrebbe respingere le dimissioni del figlio. Enzo De Vito tra Avellino e Foggia: quindi a Candela.

6 – Intanto altro buon pareggio per Novellino che incassa un punto d’oro a Frosinone ed attende un Palermo in disarmo visti i guai della dirigenza e lo spettro del fallimento. Lecite le contestazioni, lecite le preoccupazioni, lecito tutto, ma ci sarebbero un paio di partitine importanti all’orizzonte. Con Gavazzi ristabilito e Morosini in campo, questa squadra sarebbe stata da A.

7 – Non so se è più sadico il Benevento o una scoreggia in ascensore.

8 – Tredici partite zero punti è quasi da ritiro della squadra dal campionato per manifesta inferiorità. Il fallo di mano in area di Costa, nella prima era del Var, è qualcosa di vergognosamente scandaloso. De Zerbi ha difeso l’indifendibile.

9 – Non comprendo gli antijuventini che esultano per la sconfitta della Juventus a Genova. Negli ultimi anni, ogni volta che in campionato la Juventus ha perso una gara, ne ha vinte poi una quarantina consecutivamente. Se fossi in Sarri mi preoccuperei. Benissimo Montella che vede cose buone in ogni sconfitta del Milan, alla grande la Roma di Di Francesco, cinica l’Inter di Spalletti. Mi mancano Jonathan e Dhorasoo.

10 – Io tiferò per l’Islanda e per l’aurora boreale. Non so voi. Alla prossima!

 

Dieci punti dalla vetta: un Mondiale senza l’Italia come un cesso senza bidè

Bentornati a Dieci punti dalla vetta, l’unica rubrica che aveva sciaguratamente previsto tutto.

1 – Non me ne vogliate ma è così. Ventura ha vinto molte gare in questi due anni ma sempre contro squadrette che farebbero fatica a fare i play-off in serie B e sempre giocando malino, per usare un eufemismo. L’Italia arranca da due anni, Ventura alla guida della Nazionale mi ricorda la cover di Let it Be realizzata da Nino D’Angelo, dal titolo Gesù Cri. Le partite della Nazionale, al di là delle telecronache soporifere di Rimedio e compagnia di cui poi parleremo, mi hanno sempre appassionato quanto un pezzo jazz remixato da David Guetta. Ecco, due settimane fa scrivevo che l’addio ai Mondiali non era un’ipotesi peregrina. Un Mondiale senza l’Italia è come un cesso senza bidè, è come il mare d’inverno di Ruggeri, un concetto che il pensiero non considera. Eppure è accaduto.

2 – Entrando nell’aspetto tecnico, Ventura ha gettato alle ortiche la qualificazione nella gara d’andata. Per niente avvezzo alle partite internazionali, quelle da dentro o fuori per intenderci, il tecnico ex Toro ha mostrato tutte le sue lacune in Svezia quando ha impostato la squadra provando soltanto a non subire goal: bastava farne uno per blindare la qualificazione. Alla Svezia più scarsa degli ultimi 60 anni è bastato far catenaccio per 190 minuti. Non avevano Ibra, non avevano un attaccante decente che sia uno, eppure Ventura ha portato avanti il suo 5-3-2 utile quanto un termosifone in Qatar.

3 – Una roba che non si capisce è come abbia potuto pensare che l’unico modo per penetrare la difesa svedese, al di là di qualche episodio sfortunato, sia stato quello di mettere palloni alti in mezzo, spesso buttati lì dalla trequarti. Il più basso dei difensori svedesi era alto un metro e novanta, sugli esterni avevi Candreva che, senza la libertà concessa dall’eventuale sovrapposizione di un terzino, nell’uno contro uno non salta nemmeno un impiegato postale nel calcetto infrasettimanale, e dall’altra Darmian che, essendo destro, per sperare in un cazzo di cross decente doveva tornare indietro e perdere un tempo di gioco. Un suicidio tattico. Una mattonella a Coverciano sarà intitolata alla memoria del buon Giampiero. Epitaffio: lì dove è morto il calcio.

4 – Buffon; Florenzi, Bonucci, Chiellini, Darmian; Verratti, Jorginho, De Rossi; Bernardeschi, Insigne, Immobile. Via, facile. Mondiale assicurato.

5 – L’unica nota positiva è che non ci sorbiremo più le telecronache di Alberto Rimedio e Walter Zenga. Sconcertanti, tristi ed immotivate come questa Nazionale.

6 – Ecco, una cosa non l’ho capita. Ma veramente Ventura voleva far entrare De Rossi? Me lo confermate?

7 – Ventura si è tenuto il malloppo, Tavecchio vuole tenersi la poltrona. In un Paese normale, un presidente della Federcalcio del genere si sarebbe già eclissato la sera stessa della partita provando a non farsi vedere in giro per un anno. In Italia, Tavecchio, che al massimo sarebbe buono come testimonial di un vino da tavola rigorosamente in cartone, non si smuove da lì ed anzi rilancia.

8 – Un altro che dovrebbe dimettersi dall’oggi al domani sarebbe il Ministro dello Sport, tal Luca Lotti. Il Movimento sportivo italiano da qualche anno è un disastro totale. E’ sotto gli occhi di tutti ma neanche una mancata qualificazione al Mondiale sterza questo incedere vergognosamente gattopardiano. Siamo alle solite.

9 – La sofferenza di Balotelli, dopo lo 0-0 di Milano, può essere paragonata a quella di Cecilia Rodriguez dopo l’addio a Francesco Monte in diretta al GfVip.

10 – Il primo punto del Benevento, in arrivo domenica contro il Sassuolo, spazzerà via la delusione in tutta la Penisola. Alla prossima!

 

 

Dieci punti dalla vetta, la coppia ignorante anti-Svezia per evitare la S-Ventura

Bentornati a Dieci punti dalla vetta, l’unica rubrica che non è mai stata molestata vent’anni fa.

1 – Quello che conta è la grandissima carica agonistica che ci sta mettendo Walter Novellino, al di là di alcuni errori (anche suoi) e di un clima ostile assurdo rispetto ad un tecnico che sta facendo semplicemente quello che deve fare. Il pareggio a Perugia è un buon punto, la squadra gioca e meriterebbe chiaramente qualcosa in più. In casa occorre fare bottino pieno.

2 – Le solite sterili polemiche arbitrali sono utili alla squadra quanto questa rubrica alla storia del mondo.

3 – Il Benevento c’è. La sconfitta di misura all’Allianz Stadium dimostra quello che cerco di esprimere, senza sentimento di approvazione da parte degli interlocutori, da anni: ci sono ancora chance di salvezza. Togliamo un Di Chiara da una parte, mettiamo un D’Alessandro dall’altra, compriamo mezza squadra già dal primo gennaio e sarà un girone di ritorno pa pa pam, cioè spumeggiante. I primi punti sicuri contro il Sassuolo in casa e si vola al Ciro Vigorito.

4 – Chi era quel tale che diceva “l’ottimismo è il profumo della vita?”. A Benevento di questi tempi verrebbe lapidato. Eppure questa sconfitta con la Juve, molto onorevole, fa soffrire De Zerbi come l’addio a Francesco Monte ha fatto soffrire Cecilia.

5 – Musumeci contattato da Tavecchio per il dopo-Ventura.

6 – Come preventivato, il Napoli ha sparato per la prima volta a salve contro il Chievo. Nella norma se non hai mai nessuno che ti può risolvere la partita partendo dalla panchina, soprattutto contro squadre come il Chievo che piazzano il pulmino davanti alla porta e praticano l’anticalcio senza vergogna. Considerato che Sarri, per farti entrare nella rotazione, impiega minimo 12 mesi, anche eventuali acquisti a Gennaio (calciatori in grado di spaccare le partite subentrando) non risulteranno utili per strappare dal petto bianconero il 27esimo scudetto consecutivo.

7 – Il coito interruptus dell’Inter davanti ai 70mila di San Siro, disseminato di ansia da prestazione, mostra in pieno come il posto in Champions potrà essere insidiato dalla scintillante Roma di Di Francesco e dalla concreta Lazio di Inzaghi.

8 – Avellino sulle reti nazionali per tutta la settimana a causa di una serie di episodi di cronaca, spiacevoli, che denotano il degrado umano e sociale in cui sta sprofondando parte di questa comunità. Di fronte a certe storie, la diatriba Taccone-Curva, Ferullo, l’intero mondo biancoverde dovrebbero occupare meno i pensieri di molti ma tant’è.

9 – Mi manca George Weah.

10 – L’Italia si gioca la qualificazione ai Mondiali contro la Svezia. Sventura rimetterà i 5 difensori lì dietro e rispolvererà Zaza di punta. “Pensiamo a non prenderle” continua ad essere il suo motto, sperando che gli vada bene. Certo è che un Mondiale senza l’Italia è un pò come il mare d’inverno di Ruggeri, un concetto che il pensiero non considera. La nota positiva, forse l’unica, è che Ibra non ci sarà.  “Là davanti potrebbe rivedersi la coppia ignorante Immobile-Zaza” – scrive la Gazzetta. Questi scherzano. Mah. Alla prossima.

 

Dopo la Sicilia? Il nulla

Le elezioni siciliane hanno evidenziato, se ancora ce ne fosse bisogno, che i cosiddetti impresentabili, in questa Italia, fanno ancora la differenza. E’ il loro bacino di voti, infatti, che regala la vittoria a Musumeci ed al Centrodestra, relegando i grillini al secondo posto nonostante il buon risultato (non ottimo). Il 50% dei siciliani non è andato a votare ed è questo il dato più allarmante che determina un contesto completamente disinteressato, scettico, indissolubilmente fatalista.

CINQUESTELLE – La vittoria in Sicilia era data come possibile ed in molti ci credevano. La realtà è evidentemente un’altra: da soli non si vince e non si vincerà mai. Lo stesso accadrà alle prossime elezioni Politiche: grande affermazione, importante percentuale ma incidenza zero su quello che accadrà a livello governativo nel Paese. Un dilemma non da poco. Resta il fatto che non è più questione di opportunità politica, i 5stelle non possono allearsi: se guardano a destra perdono i propri elettori di sinistra, se guardano a sinistra perdono i propri elettori di destra. Quando si parla di Ius soli, ad esempio, la risposta è che è un tema europeo e non italiano. Non si risponde, di fatto, perchè non si sa cosa rispondere. Alla fine di questo vicolo ceco, ecco il muro di un Paese vecchio, stanco, ingrigito, disinteressato, vuoto di contenuti, che ha spezzato le ali delle nuove generazioni e che non vuole assurmersi una colpa. Il 30%, di questi tempi, non vale niente. Di Maio lo sa, Grillo lo sa. Non se ne esce.

RENZI – Sta sul cazzo a chiunque, probabilmente anche a se stesso. Riverito in modo genuflesso dalla sua schiera cortigiana, non si cura delle pernacchie ferroviare, dei risultati indecenti del suo vergognoso Governo, della serie impressionante di elezioni che ha perso. Dopo le Europee e gli 80 euro, una serie di sberle, una dietro l’altra, che neanche il miglior incassatore della storia della boxe avrebbe retto all’urto. Eppure è lì, tenta di restare a galla con il solito linguaggio colorito e compiaciuto, ma che convince giusto il tempo di un cambio canale. La disfatta siciliana non è che il preludio di una batosta inaudita alle Politiche: la speranza che Berlusconi lo accolga bonariamente, mancando una maggioranza a destra con il Rosatellum, sarà l’incipit della fine. Buon disastro dem.

CENTRODESTRA – Ricordo ancora le monetine, le urla, gli insulti. Saranno stati 6 o 7 anni fa, eppure sembra passata un’era. Quirinale. Silvio Berlusconi consegna le sue dimissioni al presidente Napolitano. Ora, truccato e intacchettato come non mai, vince le elezioni siciliane e, condanna più condanna meno, vola verso l’ennesimo governo di centrodestra dopo anni di un buio e di un oscurantismo che forse ho visto solo io o pochi come me. E’ proprio vero: stento a capirci qualcosa. O continuo a non volerla capire.

Dieci punti dalla vetta, Capodanno a festeggiare il primo punto del Benevento

Bentornati a Dieci punti dalla vetta, l’unica rubrica che si dissocia dalle corna in diretta nazionale al GFVip.

1 – La partita di Parma non mi ha scandalizzato nè sorpreso. Ci può stare. L’Avellino ci ha provato in maniera confusa, denotando una involuzione dal punto di vista del gioco, ma quando perdi Morosini per tutta la stagione, quando non si vede ancora uno straccio di Gavazzi, quando la tua difesa è imperforabile quanto uno strato di carta argentata, risulta difficile fare punti su questi campi. Ripeto, concettualmente, che l’obiettivo è arrivare bene a Marzo, rimanere aggrappati al treno play-off e provarci magari con un paio di acquisti azzeccati. Considerate che lo scorso anno, dopo il disastro del girone d’andata, si è arrivati ad un passo dall’agganciarlo. This is Serie B, Novellino lo sa bene.

2 – Ogni volta che sento parlare di esonero, un filo d’erba muore sui campi di Coverciano.

3 – Partiamo dal presupposto che il goal di Pavoletti avrebbe ammutolito anche Sgarbi in piena furia sputtanatoria. Zero punti is a state of mind direbbe un tale ma, nonostante tutto lo scoramento del popolo beneventano, io continuo a ripetere che i giallorossi del buon De Zerbi sono talmente scarsi che possono ancora salvare la categoria. L’inizio di stagione è stato di una mestizia infinita, una pallottolata di goal subiti con avversari che ti deridono smettendo di giocare a piacimento, una roba che farebbe impallidire persino un discorso al Senato di Gasparri in quanto a tristissima balbuzie. Eppure la svolta è lì, dietro l’angolo.

4 – Un angolo che, però, sarà l’apice dell’oscurità: previsti fiotti di sangue giallorosso cospargere l’Allianz Stadium. Higuain ha fame di goal dopo un inizio di campionato trascorso a smaltire i grassi accumulati in un’estate a dieta ma mediterranea. Sarà uno stillicidio.

5 – L’utilizzo del Var, messe in conto le difficoltà iniziali, è stato un’innovazione azzeccatissima che sta cambiando e cambierà totalmente il modo di vedere e anche di giocare a calcio. Non si simula più, ad esempio. Ora il secondo passo da fare sarà quello di ridurre il numero di squadre in Serie A da 20 a 18. Le grandi contro le piccole o passeggiano o si limitano a fare il minimo indispensabile per non sprecare energie. A livello emozionale, lo spettacolo è indecente. E’ vero, la cosa capita in Spagna da più di un paio di lustri, ma redistribuire le risorse ridurrebbe del 50% il numero di partite soporifere ed inutili. E siamo ancora, quasi, a Novembre.

6 – Il Napoli scintilla in ogni dove ma di fatto non ha guadagnato un bel niente sulle altre. Entro Dicembre la Juve sarà di nuovo sopra. Sarri si auguri di uscire immediatamente dalla Champions.

7 – Mi manca Giaccherinho.

8 – Svezia-Italia. Ma Zaccheroni, nuovo ct di qualcosa in mondi lontani, sarà ancora al fianco dell’idolo indiscusso delle telecronache Alberto Rimedio? Come son riusciti a separare questa granitica coppia? Non vedo una partita dell’Italia dai gloriosi tempi dei rigori di Pellè e Zaza, stavolta mi toccherà sorbirmi questi traumatici 180 minuti. Non andare al Mondiale sarebbe una s-ventura ed è ampiamente nelle possibilità.

9 – Bene il Milan. Biglia gioca ai ritmi di un calcetto infrasettimanale tra impiegati delle Poste.

10 – Tre date dei Pearl Jam in Italia, il fratello di Belen che ha avuto più cognati che erezioni, cosa facciamo a Capodanno e siamo tutti più ottimisti per il 2018. Alla prossima!